"Un pennello prestato alla quotidianità" così Gloria De
Salve ama definirsi. Artista dalle variegate sfumature spazia dal
concettuale al figurativo.
Diplomata alla scuola d'arte prosegue i suoi studi a conclusione dei
quali ottiene il titolo di dottoressa in storia dell'arte moderna e
contemporanea.
"Artista precaria" è una ulteriore definizione che dà di
sè stessa; strappa istanti al tempo per raccontare le sue
giornate e i suoi stati d'animo emigrandoli su tela, e non solo, a suon
di pennellate.
Le sue opere non fanno altro che scuotere "dall'anima la polvere
accumulata nella vita di tutti i giorni" (P.Picasso).
Nel lavoro di Gloria De Salve la pittura diventa un luogo di stratificazione della memoria. Superfici di tela e carta di gelso accolgono frammenti di carta, parole tratte da antiche riviste d’antiquariato e interventi pittorici che si depositano come tracce di un tempo sospeso. Le immagini costruite dall’artista oscillano tra figurazione e tensione concettuale, generando composizioni in cui il passato e il presente entrano in dialogo continuo. In queste opere il recupero di materiali e linguaggi non si configura come un gesto nostalgico, ma come un processo di riattivazione della memoria.
Attraverso una pittura che alterna delicatezza e tensione critica, De Salve indaga una dimensione sociale attraversata da una sottile malinconia. Il “Vecchio” diventa così materia viva: un archivio di autenticità capace di resistere all’omologazione del presente e di aprire spazi di riflessione su possibili trasformazioni culturali. Le sue opere si presentano come luoghi di attraversamento del tempo, dove frammenti di storie e immagini riemergono per suggerire nuove letture della contemporaneità.
La vita è fatta di incontri piccoli e sorprendenti: una vecchia
rivista trovata tra i banchi della fiera antiquaria rappresenta un
bagliore tra i pensieri aggrovigliati di un'artista che già sa
cosa farne. L'istante esatto della scoperta rievoca alla mente immagini
che, combinate grazie all'uso di tecniche semplici, si inseriscono
prepotenti nel flusso del quotidiano vivere.
Dalla semplicità alla sperimentazione, potremmo definire questo
il percorso che l'artista compie.
È possibile osservare infatti come oltre a materiali in disuso
utilizzi un supporto per le sue composizioni non convenzionale: la carta
gelso. I colori e le forme si fondono e confondono con strade di carta,
come fossero vita, storia, che fluisce dentro e fuori.
Trapela la necessità di intervenire nel mondo in qualsiasi modo,
utilizzando e trasformando frammenti, detriti di carta e ogni altro
materiale, raccolto e archiviato nella artistica-mente.
Il consumo fittizio, il mutismo che opprime, l'industria culturale, l'inerzia di un abbraccio, la metamorfosi degli insonni: sono questi i temi affrontati dall'artista. L'arte diviene strumento di denuncia sociale; ci si trova a riflettere, perfino a ridere, un riso amaro.
"Il sogno è una fabbrica dove una sterminata moltitudine si affaccenda inoperosamente per continuare a farci, disfarci e rifarci.""Il baccano degli acquari è il silenzio che opprime, un mutismo a cui corrisponde anche l'inerzia di un singolo abbraccio.
Il tentativo di emergere da chi segue la corrente. Trattengo il
respiro come se fossi in fondo al mare, per riemergere basterebbe un
respiro. Ma in fondo chi sono io? Sono un'impopolare anguilla in un
acquario di pesci rossi."
(Gloria De Salve)
"Metamorfosi degli insonni è uno stadio dell'anima che si
ripercuote nel sociale, nella condizione dell'essere sospeso tra sogno
e realtà; metamorfosi è prendere coscienza di se stessi
per costruire quel trampolino di lancio che ci farà piombare
nella vita; è quel cambiamento che rimanendo chiuso nell'anima
diviene trappola."
(Gloria De Salve)